Origine storica Albero Natalizio
Albero di Natale
da Wikipedia:
L'albero di Natale è un albero decorato, di solito una conifera sempreverde come un pino o un abete, ma anche un albero artificiale dall'aspetto simile, che viene allestito in casa o in luoghi pubblici durante il periodo natalizio.
Viene tradizionalmente decorato con fili di luci natalizie, palline, festoni e fiocchi, mentre un angelo o una stella (che rappresentano l'arcangelo Gabriele o la stella di Betlemme[1][2][3]) possono essere posizionati in cima all'albero.
Originario della Germania e associato a san Bonifacio,[4][5][6] è una delle più diffuse usanze della celebrazione del Natale in molti paesi. Un tempo l'albero era sempre di origine naturale, di solito un piccolo abete che veniva tagliato nel bosco e portato in casa come addobbo natalizio. In epoca industriale iniziarono il commercio degli abeti coltivati e degli abeti di materiale plastico, in vari formati e colori.[7]
L'immagine dell'albero come simbolo dell'axis mundi che collega il Cielo supremo sede della Divinità (specificamente la stella polare) e la Terra, ha origini molto antiche e trova riscontri in diverse religioni.[8]
Storia
Origine e significato

Una leggenda fa risalire l'usanza al 724, quando nel territorio della tribù germanica dei Catti, presso l'attuale Fritzlar, il missionario anglosassone Winfrid (poi conosciuto come San Bonifacio) abbatté a colpi d'ascia una quercia sacra al dio Thor, con l’intento di fermare i sacrifici umani che vi avvenivano e convertire quei popoli al cristianesimo. Al suo posto piantó un abete triangolare, che fu associato alla figura di Gesù Cristo come simbolo di immortalità e della Trinità (vista la forma).[1][9][10][11]
Alla base dell'albero natalizio ci sono tuttavia gli antichissimi usi, tipici di varie culture, di adorare alberi sacri e decorarli con nastri, oggetti colorati, fiaccole, piccole campane, animaletti votivi e la credenza che le luci che li illuminavano corrispondessero a delle anime, come gli alberi del paradiso (albero della vita e albero della conoscenza). Allo stesso modo venivano ornati anche i vari alberi cosmici (ad esempio Yggdrasill ed Irminsul) con simboli del Sole, della Luna, dei pianeti e delle stelle. In particolare l'abete era sacro a Odino, potente dio dei Germani.[12]
Gli abitanti dell'estremo Nord dell'Europa, per esempio, dove il sole “spariva” per settimane nel pieno dell'inverno, nella settimana precedente e successiva al giorno con la notte più lunga, officiavano riti solenni, per auspicare il ritorno del sole, e credevano che l'abete rosso fosse in grado di esprimere poteri magici, poiché non perdeva le foglie nemmeno nei geli dell'inverno: alberi di abete venivano tagliati e portati a casa, decorati con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato agli alberi. I Romani usavano decorare le loro case con rami di pino durante le Calende di gennaio.
Nel Medioevo i culti pagani vennero generalmente intesi come una prefigurazione della rivelazione cristiana. Oltre a significare la potenza offerta alla natura da Dio, l'albero divenne quindi simbolo di Cristo, inteso come linfa vitale, e della Chiesa, rappresentata come un giardino voluto da Dio sulla terra[13]. Nella Bibbia il simbolo dell'albero è peraltro presente più volte e con più significati, a cominciare dall'Albero della vita posto al centro del paradiso terrestre (Genesi, 2.9[14]) per arrivare all'albero della Croce, passando per l'Albero di Jesse[15]. L'albero natalizio ha una valenza cosmica che lo collega alla rinascita della vita dopo l'inverno e al ritorno della fertilità della natura. L'albero cosmico, o albero della vita, è stato anche associato alla figura salvifica del Cristo e alla croce della Redenzione, fatta appunto di legno. Secondo una leggenda, il legno della croce sarebbe stato ricavato da un ramoscello dell'Albero della Vita del Paradiso Terrestre che l'arcangelo Michele avrebbe donato a Set per portare conforto al padre Adamo moribondo.[16]
L'abete è, sin dall'epoca egizia, posto in relazione con la nascita del dio Biblo, dai Greci fu consacrato ad Artemide, protettrice delle nascite e, sempre dai Greci, ritenuto simbolo di rinascita col nuovo anno.[17] Sarà poi venerato dai popoli dell'Asia settentrionale e, in particolare, dai Celti e dai Germani che lo associavano alla festività del solstizio invernale. Per il Cristianesimo, invece, l'abete diventò simbolo del Cristo e della sua immortalità.[18]
La tradizione dell'albero di Natale, così come molte altre tradizioni natalizie correlate (per esempio l'usanza dei mercatini di Natale) è sentita in modo particolare nell'Europa di lingua tedesca e protestante, sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel resto del mondo cristiano (che spesso lo affianca al tradizionale presepe). A riprova di questo, esiste anche la tradizione, introdotta durante il pontificato di Giovanni Paolo II, di allestire un grande albero di Natale nel luogo cuore del cattolicesimo mondiale, piazza San Pietro a Roma. D'altronde un'interpretazione allegorica fornita dai cattolici spiega l'uso di addobbare l'albero come una celebrazione del legno (bois, in francese è inteso sia come "bosco", sia come "legno") in ricordo della croce che ha redento il mondo (Padre Thomas Le Gal); si noti inoltre la similitudine dell'albero con il pilastro cosmico della mitologia nordica, chiamato Yggdrasill, fonte della vita e delle acque eterne, cui è vincolato il destino degli uomini: similitudini queste, sincreticamente assorbite nel culto cristiano che celebra l'albero di Natale e la croce stessa. La similitudine tra albero sacro e la croce fu usata anche dai missionari cristiani tra l'VIII e X secolo per convertire i popoli germanici dell'Europa centro-settentrionale.
Il teologo luterano Oscar Cullmann sostiene che l'albero di Natale accoglie, certamente, i miti dell'albero, simbolo del rinnovarsi della vita delle antiche genti europee e asiatiche, ma anche, direttamente, trae la sua origine dagli alberi eretti, ornati di frutti e altri simboli cristiani, davanti alle cattedrali; durante queste cerimonie liturgiche si mettevano in scena episodi biblici. Alle origini dell'usanza si può collocare anche un gioco religioso medioevale celebrato proprio in Germania il 24 dicembre, il "gioco di Adamo e di Eva" (Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell'abbondanza per ricreare l'immagine del Paradiso. Successivamente gli alberi da frutto vennero sostituiti da abeti poiché questi ultimi avevano un più profondo richiamo "magico" per il popolo. Avevano specialmente il dono di essere sempreverdi, dono che secondo la tradizione gli venne dato proprio dallo stesso Gesù come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici. Sempre in Germania, l'abete era anche il luogo dove venivano posati i bambini portati dalla cicogna.
Diffusione in Europa e nel mondo

L'uso moderno dell'albero nelle celebrazioni pubbliche nasce, secondo lo storico amatoriale livone Friedrich Amelung, a Tallinn, in Estonia, nel 1441,[19] quando fu eretto un grande abete in piazza Raekoja, attorno al quale giovani uomini scapoli e giovani donne nubili ballavano insieme alla ricerca dell'anima gemella. Anche la città di Riga, in Lettonia, è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale della storia (vi si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il "primo albero di Capodanno" fu addobbato nella città nel 1510). Entrambe le rivendicazioni in realtà sono probabilmente errate e non si trattava con certezza di alberi[20][21].
Secondo altre fonti[22] l'albero di Natale come è conosciuto sarebbe originario della regione di Basilea in Svizzera dove se ne trovano tracce risalenti al XIII secolo.
L'usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case a partire dal XVI secolo[10]. Ingeborg Weber-Kellermann, professoressa di etnologia a Marburgo, ha identificato, fra i primi riferimenti storici alla tradizione, una cronaca di Brema del 1570, secondo cui un albero veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta[10]. La leggenda vuole che sia stata una trovata del fondatore del protestantesimo, Martin Lutero, rimasto incantato da un abete nel bosco la notte di Natale tanto da portarlo a casa propria dai suoi bambini come simbolo della nascita di Cristo; agli inizi del XVIII secolo era già pratica comune in tutte le città della Renania[23]. L'uso di candele per addobbare i rami dell'albero è attestato già in quel secolo e la leggenda ne attribuisce l'origine ancora a Lutero, che con esse volle simboleggiare le stelle create da Dio.[23]
Per molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno, mentre era meno diffusa nelle regioni germaniche più a sud, dove i cattolici lo consideravano un uso protestante. Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. A Vienna, l'albero di Natale, apparve nel 1816 per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto da Elena di Meclemburgo-Schwerin duchessa d'Orléans. Nei primi anni del secolo, inoltre, in Svizzera e Germania si iniziò a produrre e a commerciare gli alberi di Natale, che divennero così parte del consumismo.

Un contributo decisivo alla sua diffusione venne anche dalla Gran Bretagna: a metà del XIX secolo, infatti, il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, marito della regina Vittoria, date le sue origini germaniche volle introdurre nelle proprie residenze l'uso a lui familiare dell'albero di Natale; la novità si estese presto come una moda in tutto il Regno Unito, e da lì a tutto il mondo anglosassone.[24]
Il primo albero di Natale elettricamente illuminato fu creato da Edward H. Johnson, un socio dell'inventore Thomas Edison. Mostrò con orgoglio il suo albero di Natale, cablato a mano con 80 lampadine a incandescenza elettriche rosse, bianche e blu, da una misura simila a noce, il 22 dicembre 1882 nella sua casa sulla Fifth Avenue a New York City.[25] Nel 1895 il presidente degli Stati Uniti, Grover Cleveland, sponsorizzò con orgoglio alla Casa Bianca il primo albero di Natale illuminato elettricamente con centinaia di lampadine elettriche multicolori.[26]
In Italia la prima ad addobbare un albero di Natale fu la regina Margherita, nella seconda metà del XIX secolo, al Quirinale, e da lei la moda si diffuse velocemente in tutto il paese: non a caso l'albero di Natale è una delle poche tradizioni straniere ad essere arrivate in Italia prima della sua diffusione, di tipo più consumistico, del secondo dopoguerra.
Nei primi anni del XX secolo, gli alberi di Natale hanno conosciuto un momento di grande diffusione, diventando gradualmente quasi immancabili nelle case dei cittadini sia europei che nordamericani, venendo a rappresentare il simbolo del Natale probabilmente più comune a livello planetario. Nel secondo dopoguerra il fenomeno ha acquisito una dimensione commerciale e consumistica senza precedenti, che ha fatto dell'albero di Natale un vero e proprio status symbol e ha dato luogo, insieme alle tradizioni correlate, alla nascita di una vera e propria industria dell'addobbo natalizio.

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